Rassegna stampa


   

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21 aprile

RISURREZIONE DEL SIGNORE

Karamàzov!”, gridò Kòlja. “È vero quello che dice la religione, che resusciteremo dai morti e, tornati in vita, ci vedremo di nuovo tutti, anche Iljùscenka?”.        

“Resusciteremo senz’altro, e ci vedremo e ci racconteremo l’un l’altro allegramente e gioiosamente tutto ciò che è stato”, rispose Aljòscia a metà tra il riso e l’entusiasmo.

“Ah, che bello che sarà”, sfuggì a Kòlja. (Fëdor Dostoevski)

La Risurrezione di Cristo è la nostra più grande certezza;
è il tesoro più prezioso! Come non condividere con gli altri questo tesoro, questa certezza? Non è soltanto per noi, è per trasmetterla, per darla agli altri, condividerla con gli altri.
È proprio la nostra testimonianza.  (Papa Francesco)

14 aprile: Domenica delle Palme  e della Passione

La settimana santa

Con la Domenica delle Palme iniziamo la “Settimana Santa” – centro di tutto l’Anno Liturgico – in cui accompagniamo Gesù nella sua Passione, Morte e Risurrezione.

Ma che cosa può voler dire vivere la Settimana Santa per noi? Che cosa significa seguire Gesù nel suo cammino sul Calvario verso la Croce e la Risurrezione? […]

Vivere la Settimana Santa seguendo Gesù vuol dire imparare ad uscire da noi stessi per andare incontro agli altri, per andare verso le periferie dell’esistenza, muoverci noi per primi verso i nostri fratelli e le nostre sorelle, soprattutto quelli più lontani, quelli che sono dimenticati, quelli che hanno più bisogno di comprensione, di consolazione, di aiuto. C’è tanto bisogno di portare la presenza viva di Gesù misericordioso e ricco di amore!

Vivere la Settimana Santa è entrare sempre più nella logica di Dio, nella logica della Croce, che non è prima di tutto quella del dolore e della morte, ma quella dell’amore e del dono di sé che porta vita. È entrare nella logica del Vangelo. Seguire, accompagnare Cristo, rimanere con Lui esige un “uscire”. Uscire da se stessi, da un modo di vivere la fede stanco e abitudinario, dalla tentazione di chiudersi nei propri schemi che finiscono per chiudere l’orizzonte dell’azione creativa di Dio. Dio è uscito da se stesso per venire in mezzo a noi, ha posto la sua tenda tra noi per portarci la sua misericordia che salva e dona speranza. Anche noi, se vogliamo seguirlo e rimanere con Lui, non dobbiamo accontentarci di restare nel recinto delle novantanove pecore, dobbiamo “uscire”, cercare con Lui la pecorella smarrita, quella più lontana.

La Settimana Santa è un tempo di grazia che il Signore ci dona per aprire le porte del nostro cuore, della nostra vita, delle nostre parrocchie dei movimenti, delle associazioni, ed “uscire” incontro agli altri, farci noi vicini per portare la luce e la gioia della nostra fede. (Papa Francesco – Udienza Generale, 27.03.2013)

7 aprile: 5^ Domenica di Quaresima

Il perdono in una carezza

In questa quinta domenica di Quaresima, il Vangelo ci presenta l’episodio della donna adultera (cfr Gv 8,1-11), che Gesù salva dalla condanna a morte.

Colpisce l’atteggiamento di Gesù: non sentiamo parole di disprezzo, non sentiamo parole di condanna, ma soltanto parole di amore, di misericordia, che invitano alla conversione. "Neanche io ti condanno: va e d’ora in poi non peccare più!" (v. 11).

Fratelli e sorelle, il volto di Dio è quello di un padre misericordioso, che sempre ha pazienza. Avete pensato voi alla pazienza di Dio, la pazienza che lui ha con ciascuno di noi? Quella è la sua misericordia. Sempre ha pazienza, pazienza con noi, ci comprende, ci attende, non si stanca di perdonarci se sappiamo tornare a lui con il cuore contrito. "Grande è la misericordia del Signore", dice il Salmo (103).

Un po’ di misericordia rende il mondo meno freddo e più giusto.     
Abbiamo bisogno di capire bene questa misericordia di Dio, questo Padre misericordioso che ha tanta pazienza

Ricordiamo il profeta Isaia, che afferma che anche se i nostri peccati fossero rossi scarlatti, l’amore di Dio li renderà bianchi come la neve (Is 1,18).

Dio mai si stanca di perdonare, ma noi, a volte, ci stanchiamo di chiedere perdono.          
Lui è il Padre amoroso che sempre perdona, che ha quel cuore di misericordia per tutti noi. E anche noi impariamo ad essere misericordiosi con tutti.

Invochiamo l’intercessione della Madonna che ha avuto tra le sue braccia la Misericordia di Dio fatta uomo.                    

(Papa Francesco – Angelus di domenica 17 marzo 2013)

31 marzo: 4^ Domenica di Quaresima

Il Padre Misericordioso

La Parabola (Lc. 15,11-32) parla di un padre e dei suoi due figli, e ci fa conoscere la misericordia infinita di Dio.

Partiamo dalla fine, cioè dalla gioia del cuore del Padre, che dice: «Facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato». Con queste parole il padre ha interrotto il figlio minore nel momento in cui stava confessando la sua colpa: «Non sono più degno di essere chiamato tuo figlio…». Ma questa espressione è insopportabile per il cuore del padre, che invece si affretta a restituire al figlio i segni della sua dignità: il vestito bello, l’anello, i calzari.

Gesù non descrive un padre offeso e risentito, un padre che, ad esempio, dice al figlio: “Me la pagherai”: no, il padre lo abbraccia, lo aspetta con amore.  L’unica cosa che il padre ha a cuore è che questo figlio sia davanti a lui sano e salvo e questo lo fa felice e fa festa […].

La misericordia del padre è traboccante, incondizionata, e si manifesta ancor prima che il figlio parli. Certo, il figlio sa di avere sbagliato e lo riconosce: «Ho peccato … trattami come uno dei tuoi salariati». Ma queste parole si dissolvono davanti al perdono del padre. L’abbraccio e il bacio di suo papà gli fanno capire che è stato sempre considerato figlio, nonostante tutto. È importante questo insegnamento di Gesù: la nostra condizione di figli di Dio è frutto dell’amore del cuore del Padre; non dipende dai nostri meriti o dalle nostre azioni, e quindi nessuno può togliercela, neppure il diavolo! Nessuno può toglierci questa dignità. Questa parola di Gesù ci incoraggia a non disperare mai.

(Papa Francesco – Udienza generale 11.5.2016)

17 marzo: 2^ Domenica di Quaresima

Quaresima

tempo di fraternità

Nel messaggio per la Giornata del Povero (18 novembre 2018), dal titolo “Il povero grida, il Signore lo ascolta”, Papa Francesco si domanda: “come mai questo grido, che sale fino al cospetto di Dio, non riesce ad arrivare alle nostre orecchie e ci lascia indifferenti e impassibili?” Che non facciamo anche noi come quelli che hanno messo a tacere il mendicante Bartimeo che gridava “Pietà” dai bordi della strada!

Queste “sono voci stonate, spesso determinate da una fobia per i poveri, considerati non solo come persone indigenti, ma anche come gente portatrice di insicurezza, instabilità, disorientamento dalle abitudini quotidiane e, pertanto, da respingere e tenere lontani. Non ci si rende conto che in questo modo ci si allontana anche dal Signore Gesù, che non li respinge ma li chiama a sé e li consola, come ha fatto col cieco Bartimeo”.

Per rispondere positivamente a questo grido, ogni persona e comunità potrà mettere in atto delle iniziative, “senza paura di sporcarsi con il fango della strada o meglio, con gli scarti della nostra società”.

È la campagna che tradizionalmente va sotto il nome di: “UN PANE PER AMOR DI DIO”, che non si accontenta di un gesto quaresimale, pur buono e necessario, ma intende aiutarci a consolidare uno stile di vita fatto di attenzione e condivisione con la situazione reale di tanta gente che è povera non solo di pane, ma di giustizia, di fraternità, di pace, di fede, di dignità; gente che ricerca una luce per poter rialzarsi e camminare nella vita e che non la trova se qualche fratello non si avvicina e gli dice “Coraggio, alzati, il Maestro ti chiama!”

 24 marzo: 3^ Domenica di Quaresima

Quaresima

Digiuno, preghiera, elemosina

Se la Quaresima del Figlio di Dio “è stata un entrare nel deserto del creato per farlo tornare ad essere quel giardino della comunione con Dio che era prima del peccato delle origini”, i cristiani sono chiamati a “incarnare più intensamente e concretamente il mistero pasquale nella loro vita personale, familiare e sociale”, in modo speciale attraverso “il digiuno, la preghiera e l’elemosina”. Digiunare vuol dire rinunciare alla tentazione di “divorare” tutto per “saziare la nostra ingordigia”; pregare significa “saper rinunciare all’idolatria e all’autosufficienza del nostro io; e fare elemosina ci aiuta a “uscire dalla stoltezza di vivere e accumulare tutto per noi stessi, nell’illusione di assicurarci un futuro che non ci appartiene”. Su questi binari, è possibile “ritrovare la gioia del progetto che Dio ha messo nella creazione e nel nostro cuore”: l’amore, unica sorgente della “vera felicità”.

Il “travaglio” della conversione

Il cammino verso la Pasqua, dunque, ci chiama “a restaurare il nostro volto e il nostro cuore di cristiani, tramite il pentimento, la conversione e il perdono”, una chiamata che coinvolge tutta la “creazione” a uscire “dalla schiavitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio”.

Questa “impazienza”, questa attesa del creato troverà compimento quando si manifesteranno i figli di Dio, cioè quando i cristiani e tutti gli uomini entreranno decisamente in questo “travaglio” che è la conversione.

(dal Messaggio di Papa Francesco per la Quaresima 2019)

10 marzo: 1^ Domenica di Quaresima
Quaresima
Tempo di rinnovamento

Volendo essere fedeli alla “mappa” del Vangelo, ci ritroviamo anche noi con lo stato d’animo dei discepoli del Getsemani. A volte sembra che il nostro sguardo sia abbassato sull’Ora delle tenebre che ci par di prevalere nella storia dei nostri giorni, e così “siamo preoccupati di ciò che non funziona, bloccati da ciò che non comprendiamo o non riusciamo a spiegarci, trascinati giù da una logica lamentosa con cui valutiamo la nostra situazione pastorale e socio-culturale.” (Vescovo Renato).

È urgente, invece, “Alzarci e andare!”, alzando lo sguardo verso i nuovi orizzonti propostici oggi dalla Chiesa: si tratta di un passaggio “pasquale”: doloroso, ma che ci fa uscire dalle tenebre verso la Luce, ci fa gustare l’Ora di Dio, che vince sempre sull’Ora delle tenebre! “Una chiesa in uscita, aperta al rinnovamento, va preferita a una Chiesa “malata per la chiusura, la rigidità delle tradizioni e la comodità di aggrapparsi alle proprie sicurezze” (Ev.G. 49).

 Qui ci vuole il coraggio di rischiare sapendo che non andiamo soli, e non andiamo vagando senza meta per i deserti del mondo, ma il Signore ci tiene per mano per condurci a un porto sicuro.

 Papa Francesco rivolgendosi ai giovani, li sprona così: “Cari giovani, non abbiate paura di Cristo e della sua Chiesa! In essi si trova il tesoro che riempie di gioia la vita...”

 

Bollettino parrocchiale


A.C.R. Azione Cattolica Ragazzi

TUTTI I SABATI
POMERIGGIO

ore 14.30 - 16.30

presso il Patronato
Canossiani
al Sacro Cuore

in via Belluno

 Per informazioni:        

-  Alba 339 159 1654     

-   Maria 338 248 9319

Attività in Patronato

Patronato dei Padri Canossiani

Proposte per ragazzi/e
dai 6 ai 13 anni

  dalle ore 14 alle 17 Per Giocare, fare tante Attività in Amicizia

Il Dopo-scuola CompitInsieme” per bambini e ragazzi dalla 2° 
  elem. alla 3° media - 
dalle ore 14.30 alle 17.00

  Padri Canossiani:     tel. 0439.89749  e-mail: canossifeltre@virgilio.it

 Si inizia lunedì 22 ottobre

LE PROPOSTE PER RAGAZZI/E  6 – 13 anni

 

Museo Diocesano

Museo Diocesano

Via Paradiso, 19 - FELTRE (BL)

Aperto il Venerdì, Sabato, Domenica,

dalle ore 9.30 alle 13.00

e dalle ore 14.30 alle 19.00

www.museodiocesanobellunofeltre.it