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Rassegna stampa


   

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Tabor, quella luce divina sotto la superficie del mondo

La Quaresima ci sorprende: la consideriamo un tempo penitenziale, di sacrifici, di rinunce, e invece oggi ci spiazza con un Vangelo pieno di sole e di luce, che mette energia, dona ali alla nostra speranza.
Gesù prese con sé tre discepoli e salì su di un alto monte. I monti sono come indici puntati verso il mistero e le profondità del cosmo, raccontano che la vita è un ascendere verso più luce, più cielo: e là si trasfigurò davanti a loro, il suo volto brillò come il sole e le vesti come la luce.
L'esclamazione stupita di Pietro: che bello qui, non andiamo via... è propria di chi ha potuto sbirciare per un attimo dentro il Regno. Non solo Gesù, non solo il suo volto e le sue vesti, ma sul monte ogni cosa è illuminata. San Paolo scrive a Timoteo una frase bellissima: Cristo è venuto ed ha fatto risplendere la vita. Non solo il viso e le vesti, non solo i discepoli o i nostri sogni, ma la vita, qui, adesso, quella di tutti.
Ha riacceso la fiamma delle cose. Ha messo nelle vene del mondo frantumi di stelle. Ha dato splendore e bellezza all'esistenza. Ha dato sogni e canzoni bellissimi al nostro pellegrinare di uomini e donne. Basterebbe ripetere senza stancarci: ha fatto risplendere la vita, per ritrovare la verità e la gioia di credere in questo Dio, fonte inesausta di canto e di luce. Forza mite e possente che preme sulla nostra vita per aprirvi finestre di cielo.
Noi, che siamo una goccia di luce custodita in un guscio d'argilla, cosa possiamo fare per dare strada alla luce? La risposta è offerta dalla voce: Questi è il mio figlio, ascoltatelo. Il primo passo per essere contagiati dalla bellezza di Dio è l'ascolto, dare tempo e cuore al suo Vangelo.
L'entusiasmo di Pietro ci fa inoltre capire che la fede per essere forte e viva deve discendere da uno stupore, da un innamoramento, da un che bello! gridato a pieno cuore. Perché io credo? Perché Dio è la cosa più bella che ho incontrato, perché credere è acquisire bellezza del vivere. Che è bello amare, avere amici, esplorare, creare, seminare, perché la vita ha senso, va verso un esito buono, che comincia qui e scorre nell'eternità.
Quella visione sul monte dovrà restare viva e pronta nel cuore degli apostoli. Gesù con il volto di sole è una immagine da conservare e custodire nel viaggio verso Gerusalemme, viaggio durissimo e inquietante, come segno di speranza e di fiducia.
Devono custodirla per il giorno più buio, quando il suo volto sarà colpito, sfigurato, oltraggiato. Nel colmo della prova, un filo terrà legati i due volti di Gesù. Il volto che sul monte gronda di luce, nell'ultima notte, sul monte degli ulivi, stillerà sangue. Ma anche allora, ricordiamo: ultima, verrà la luce. «Sulla croce già respira nuda la risurrezione» (A. Casati).

Padre Ermes Ronchi

 

Sentite le indicazioni della Diocesi

vogliamo attenerci responsabilmente

alle disposizioni previste dalle Autorità

per la tutela della salute di tutti,

 

DISPONENDO

 

la sospensione di tutte le attività,

incontri e Celebrazioni

nelle nostre Comunità parrocchiali

ritirando la disponibilità data a tutti i gruppi

e associazioni all’utilizzo degli spazi

e dei locali fino a nuove indicazioni.

 

Per questo motivo:

 - si riprenderà la celebrazione della S. Messa feriale
lunedì 2 marzo fatte salve disposizioni diverse;

- le intenzioni delle Sante Messe saranno ricordate appena possibile;

- per le Esequie si procederà alla forma della
sepoltura privata con benedizione della salma,
rinviando la celebrazione dell’Eucaristia;

- non saranno celebrate le S. Messe del Mercoledì delle Ceneri
ma restano valide le indicazioni del precetto per l'inizio della Quaresima;

- non saranno celebrate le S. Messe di Domenica 1 marzo 2020;

- il Duomo, San Giacomo, la Chiesa di Santa Maria degli Angeli, la Chiesa del Sacro Cuore resteranno aperte per la preghiera personale;

- nella Cappella dell’Adorazione non si celebri alcuna S. Messa e gli Adoratori si attengano alle disposizioni date dai propri capiora.

  

In questo momento di emergenza,

senza cedere ad allarmismi e paure non giustificate,

ci affidiamo alla professionalità e alla competenza di tutti

gli organismi e gli operatori coinvolti, che ringraziamo per il loro lavoro.

 

Come cristiani ci affidiamo al sostegno della preghiera,

affidando al Signore le persone ammalate

e tutti coloro che si stanno prendendo cura della salute pubblica.

 

Il Parroco e Arciprete della Concattedrale

Don Angelo Balcon

 

Dal tempo ordinario alla Quaresima 

La liturgia della Parola di oggi è racchiusa, se volete tra due parole: santità e perfezione. La prima lettura che riporta la proposta di Dio: siate santi, come io sono santo, e il vangelo siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste. E la Parola di Dio ci protegge, ci custodisce, impedendoci di rimanere intrappolati, invischiati sulla superficie. Il santo non è quello con l'aureola, che guarda verso il cielo con aria trasognata e accompagna con il gesto delle sue mani raggi di luce che escono dal cuore. Il santo vive la concretezza dell'amore: non coverai l'odio, non ti vendicherai, non serberai rancore, amerai. In questo cammino di perfezione, di completamento, di pienezza (sono venuto a dare pieno compimento) che ti porta a capire che prossimo non è quello come te (una visione poco sapiente dell'uomo portava ad affermare unanimemente questo: il prossimo è quello della tua stessa razza e della tua stessa religione) ma anche il tuo nemico è tuo prossimo. Gesù, proprio per questa ragione arriverà a raccontare la parabola del Buon Samaritano.

don Marco Pozza

Sesta settimana del tempo ordinario

Ma io vi dico. Gesù entra nel progetto di Dio non per rifare un codice, ma per rifare il coraggio del cuore, il coraggio del sogno. Agendo su tre leve decisive: la violenza, il desiderio, la sincerità. Fu detto: non ucciderai; ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, chi nutre rancore è potenzialmente un omicida.

Gesù va diritto al movente delle azioni, al laboratorio dove si assemblano i gesti. L'apostolo Giovanni affermerà una cosa enorme: «Chi non ama suo fratello è omicida» (1 Gv 3,15). Chi non ama, uccide. Il disamore non è solo il mio lento morire, ma è un incubatore di violenza e omicidi. Ma io vi dico: chiunque si adira con il fratello, o gli dice pazzo, o stupido, è sulla linea di Caino...

Gesù mostra i primi tre passi verso la morte: l'ira, l'insulto, il disprezzo, tre forme di omicidio. L'uccisione esteriore viene dalla eliminazione interiore dell'altro. Chi gli dice pazzo sarà destinato al fuoco della Geenna. Geenna non è l'inferno, ma quel vallone alla periferia di Gerusalemme, dove si bruciavano le immondizie della città, da cui saliva perennemente un fumo acre e cattivo.

Gesù dice: se tu disprezzi e insulti il fratello tu fai spazzatura della tua vita, la butti nell'immondizia; è ben più di un castigo, è la tua umanità che marcisce e va in fumo. Ascolti queste pagine che sono tra le più radicali del Vangelo e capisci per contrasto che diventano le più umane, perché Gesù parla solo della vita, con le parole proprie della vita: «Custodisci le mie parole ed esse ti custodiranno» (Prov 4,4), e non finirai nell'immondezzaio della storia. da p. Ermes Ronchi

42^ Giornata per la vita

«Aprite le porte alla vita»

La vita è un'opportunità, coglila. La vita è bellezza, ammirala. La vita è beatitudine, assaporala. La vita è un sogno, fanne una realtà. La vita è una sfida, affrontala. La vita è un dovere, compilo. La vita è un gioco, giocalo. La vita è preziosa, conservala. La vita è una ricchezza, conservala. La vita è amore, godine. La vita è un mistero, scoprilo. La vita è promessa, adempila. La vita è tristezza, superala. La vita è un inno, cantalo. La vita è una lotta, vivila. La vita è una gioia, gustala. La vita è una croce, abbracciala. La vita è un'avventura, rischiala. La vita è pace, costruiscila. La vita è felicità, meritala. La vita è vita, difendila.

“la vita non è un oggetto da possedere o un manufatto da produrre, è piuttosto una promessa di bene, a cui possiamo partecipare, decidendo di aprirle le porte”.

28^ Giornata mondiale del malato

«Consolati da Cristo per essere noi stessi consolazione per gli afflitti»

«Venite a me, voi tutti che siete stanchi ed oppressi e io vi darò ristoro» Mt 11,20

«Nella XXVIII Giornata Mondiale del Malato, Gesù rivolge l’invito agli ammalati e agli oppressi, ai poveri che sanno di dipendere interamente da Dio e che, feriti dal peso della prova, hanno bisogno di guarigione. Gesù Cristo, a chi vive l’angoscia per la propria situazione di fragilità, dolore e debolezza, non impone leggi, ma offre la sua misericordia, cioè la sua persona ristoratrice. Gesù guarda l’umanità ferita. Egli ha occhi che vedono, che si accorgono, perché guardano in profondità, non corrono indifferenti, ma si fermano e accolgono tutto l’uomo, ogni uomo nella sua condizione di salute, senza scartare nessuno, invitando ciascuno ad entrare nella sua vita per fare esperienza di tenerezza».

Papa Francesco
dal Messaggio per la 28^ Giornata del malato

Ottavario di preghiera per l’unità dei cristiani

«Ci trattarono con rara umanità» (At 28,2)

INTENZIONI E LETTURE BIBLICHE PER UN CAMMINO PERSONALE

·         1° Giorno Riconciliazione: gettare il carico in mare (Atti 27, 18-19.21) Salmo 85 [84], 1-14 Luca 18, 9-14

·         2° Giorno Luce: cercare e rendere manifesta la luce di Cristo (Atti 27, 20) Salmo 119 [118], 105-110 Marco 4, 35-41

·         3° Giorno Speranza: il discorso di Paolo (Atti 27, 22.34) Salmo 27 [26], 1-14 Matteo 11, 28-30

·         4° Giorno Fiducia: non aver paura, credere (Atti 27, 23-26) Salmo 56 [55], 2-14 Luca 12, 22-34

·         5° Giorno Forza: spezzare il pane per il viaggio (Atti 27, 33-36) Salmo 77 [76], 2-21 Marco 6, 30-44

·         6° Giorno Ospitalità: accogliere con gentilezza (Atti 28, 1-2.7) Salmo 46 [45], 2-12 Luca 14, 12-24

·         7° Giorno Conversione: cambiare la nostra mente e il nostro cuore (Atti 28, 3-6) Salmo 119 [118], 137-144 Matteo 18, 1-6 8° Giorno Generosità: ricevere e dare (Atti 28, 8-10) Salmo 103 [102], 1-5 Matteo 10, 7-8

Preghiera

O Dio del perdono, liberaci dalle dolorose memorie del passato, che feriscono la nostra comune identità cristiana. Guidaci verso la riconciliazione cosicché, per la potenza dello Spirito Santo, possiamo vincere l’odio con l’amore, la rabbia con la gentilezza, e il sospetto con la fiducia. Te lo chiediamo nel nome del tuo amato Figlio, nostro Fratello, Gesù. Amen

Bollettino parrocchiale


Chiesa di Santa Maria degli Angeli

 

CHIESA DI SANTA MARIA DEGLI ANGELI

RISTRUTTURAZIONE DEL TETTO

Il Tetto della Chiesa e della canonica di Santa Maria degli Angeli necessita di un profondo intervento di ristrutturazione. Il progetto ha ormai ricevuto tutte le necessarie approvazioni. Il Comune di Feltre ha già deliberato di dare 15.000 euro dai cosidetti “Oneri di urbanizzazione”, come previsto per legge e si è in attesa di conoscere l’entità del contributo dall’8xmille della C.E.I. I lavori ammontano a 110.000 euro e sono necessarie quindi anche le offerte da parte dei fedeli delle Parrocchie del Centro di Feltre e di altri che hanno a cuore la Chiesa di S.M. degli Angeli

Per questo è stata aperta una sottoscrizione.
Chi desidera contribuire può farlo:   

 *  Con bonifico sul c/c intestato a Parrocchia S. Maria Angeli,

causale   “Per tetto Chiesa” – IBAN: IT 87 C 02008 61110 00000 3672527

*  Portando l’offerta al Parroco

*  Consegnando l’offerta ai sacrestani della Chiesa di S. Maria d Angeli

Museo Diocesano

Museo Diocesano
Belluno-Feltre

Via Paradiso, 19 - FELTRE (BL)

Aperto venerdì, Sabato, Domenica

Info e orari sul sito
www.museodiocesanobellunofeltre.it